Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Il luogo e la sede

Facciata

Sala delle Quattro Stagioni o dei Quattro Elementi

Francesco Borromini, La Prospettiva

 

 

La Galleria Spada è ubicata al primo piano in un'ala seicentesca del Palazzo appartenuto al Cardinale Girolamo Capodiferro (1502-1559) che, a partire dal 1548, lo aveva fatto costruire su edifici preesistenti della sua famiglia, dall'architetto Bartolomeo Baronino (1511-1554) di Casale Monferrato, attivo nel vicino cantiere di Palazzo Farnese, a contatto con Antonio da Sangallo e la sua cerchia.
Nella primavera del 1550, in occasione dell'anno giubilare, il Palazzo Capodiferro era quasi del tutto ultimato, anche relativamente alle decorazioni in stucco che impreziosiscono la facciata e il cortile interno, la cui esecuzione era stata affidata a due botteghe distinte guidate una da Giulio Mazzoni e Diego di Fiandra, e l'altra da Tommaso del Bosco e Leonardo Sormani.
La facciata estesa in senso orizzontale si riallaccia nella soluzione dell'ampio basamento in bugnato, a schemi tipologici del Bramante, utilizzati con successo da Antonio da Sangallo nel Palazzo Baldassini e di Angelo Massimi. Ai motivi decorativi di Palazzo Branconio di Raffaello oggi conosciuto solo attraverso i disegni, rimanda invece la ricca decorazione della fascia mediana, ove è possibile ammirare, ai lati dello stemma centrale, ora della famiglia Spada, un tempo riferito a papa Paolo III Farnese, una serie di otto nicchie con statue di uomini illustri della storia di Roma. Altrettanti tondi si susseguono tra loro mostrando un cane posto ai piedi di una colonna fiammeggiante a cui è avvolto un cartiglio con la scritta latina Utroque Tempore, impresa mistica del Cardinale Capodiferro, simbolo della sua fedeltà alla religione cattolica.
Nel cortile interno, al di sopra delle arcate, di cui una cieca, altre dodici nicchie racchiudono statue di divinità pagane circondate da fregi con centauromachia, tritoni e arpie fra girali d'acanto: referenze simboliche legate alla cultura umanistica del Cardinale Capodiferro.
Anche nelle stanze del piano nobile numerose sono le decorazioni dipinte e in stucco, i cui temi, se si eccettuano quelli riferiti alla vita della Madonna e di Cristo della cappella, provengono per lo più dal mondo pagano, tratti talvolta dalle Metamorfosi di Ovidio, come le storie di Callisto e Perseo; talvolta dai poemi classici, come gli episodi della vita di Achille o di Enea; talvolta dalla storia antica, come gli episodi della vita di Scipione, recentemente identificati, insieme alle scene di battaglie allusive alle guerre tra romani e cartaginesi, nei frammenti attribuiti a Girolamo Siciolante da Sermoneta. Ai diversi artisti della scuola michelangiolesca, si alternano nell'esecuzione dei cicli pittorici, Giulio Mazzoni e la sua bottega, autori della Galleria degli Stucchi, gioiello decorativo ispirato alla Galleria di Francesco I di Fontaineableu, e la Sala delle Quattro Stagioni o dei Quattro Elementi, con superbe immagini allegoriche.
In tale contesto ben s'intonano le diverse soluzioni seicentesche apportate da Bernardino Spada (1594-1662), l'altro cardinale che nel 1632 acquistò il palazzo per farne stabile dimora, dando subito inizio ad una serie di interventi che ne modificarono in parte la sobria pianta quadrata e tramite l'opera di architetti, pittori, scultori. Appartiene a questa prima fase di lavori l'ala del Museo e lo scenografico Salone di Pompeo, le cui pareti inquadrano finte prospettive architettoniche, un genere molto ricercato dal Cardinale nei suoi tentativi di determinare ovunque nuove soluzioni spaziali, anche a costo di renderle illusorie e che trova la massima espressione nella realizzazione della celebre Galleria Prospettica commissionata da lui all'architetto Francesco Borromini che la eseguì tra il 1652 e il 1653.
La profondità illusoria che essa suggerisce è di oltre trenta metri, ben diversa da quella reale che corrisponde a circa nove metri.

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pagina creata il 04/10/2005, ultima modifica 26/05/2016