Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Sala IV

Sala IV

Pieter van Laer detto il Bamboccio - Sosta all'osteria

La quarta sala fu fatta edificare nel 1653 dal cardinale Bernardino Spada chiudendo una terrazza lignea che affacciava sul giardino principale. Nacque così il "camerone" con volta a schifo, che fu adibito a Studiolo grande. A differenza dell'altro studio denominato Studiolo piccolo (oggi II sala) qui erano conservati diversi dipinti di notevole valore. L'ambiente, definito ai tempi del cardinale Bernardino Stanza contigua alla Galleria dove è lo studiolo grande, nel 1951, in occasione della riapertura al pubblico del museo, fu allestito da Federico Zeri con opere di scuola caravaggesca.
Sulla destra si trova la tela raffigurante David con la testa di Golia, eseguita da Orazio Gentileschi intorno al 1610, in cui si coglie ancora l'originaria formazione manieristica toscana del pittore. Sulla parete opposta compaiono due tele di Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio, la Madonna che allatta il Bambino e la Santa Cecilia, eseguiti nel periodo giovanile e contraddistinti da una delicata e raffinata stesura cromatica. Segue il capolavoro di Michelangelo Cerquozzi, La Rivolta di Masaniello (1648), commissionato da Virgilio Spada, in cui il pittore romano di bambocciate rappresenta, con ricchezza di particolari e vivacità narrativa, la Piazza del Mercato di Napoli il 7 luglio 1647, quando scoppiò la rivolta capeggiata da Masaniello, visibile al centro della composizione su un cavallo bianco mentre arringa la folla. Allo stesso pittore appartiene anche la piccola tela con La morte del somaro. All'olandese Pieter Van Laer, meglio noto come il Bamboccio, appartiene una serie di tele di piccolo formato ottagonale, intitolate: L'assalto alla foresta, La sosta all'osteria, L'assalto al cascinale, Naufragio, Notturno. Queste riproducono un mondo fatto di povertà, soprusi e rassegnazione con personaggi spesso semplicemente abbozzati o caricaturali, inseriti in un'ambientazione aspra, con case dirute, grotte, stalle e alberi spogli. Al tema della sconfitta delle tentazioni, sono invece dedicate due tele di Mattia Preti raffiguranti Cristo e la donna adultera e Cristo tentato dal demonio, opere della maturità del pittore con forti accenti cromatici in cui sono evidenti i riferimenti ai classicisti, soprattutto Guercino e Lanfranco, e alla scuola veneta cinquecentesca. Sulla parete sinistra è posta la grande tela di Valentin De Boulogne, raffigurante la Sacra Famiglia con san Giovannino, eccellente esempio di interpretazione del caravaggismo, caratterizzato da una notevole carica espressiva e da un intenso e pastoso colorismo. Alla stessa fase della carriera del pittore francese appartiene anche Erodiade con la testa di san Giovanni Battista.

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pagina creata il 02/02/2009, ultima modifica 27/07/2009